Air-Montepaschi e' il big match: Pancotto e' l'unico allenatore italiano ad avere battuto piu' di una volta Pianigiani

Cesare Pancotto, guidando la stagione scorsa la Fortitudo Bologna, lei fu l'ultimo umano a battere Siena, in campionato.

Accadde a marzo, non lasciò segni sulla classifica di entrambe (loro campioni, voi retrocessi), ma diede un titolo ai giornali. Aspettando domenica di tornarli a sfidare alla guida di Avellino, ricorda come ci riuscì?
"Eravamo in crescita, giocammo una partita giudiziosa, intelligente, tenendo a basso punteggio Siena e reagendo al loro tentativo di fuga. Poi scappammo noi, difendendo alla fine la vittoria coi denti".

Ormai il cartello è affisso: "Chi tocca Siena muore". L'anno scorso la Fortitudo pagò quell'ardire addirittura con una doppia retrocessione. Quello prima, il colpo riuscì a Varese: Legadue pure per lei.
"Non è che si muore, ma è chiaro che chi vuole competere si deve scontrare con loro. Per noi di Avellino è solo uno dei 15 step che la stagione propone. Siena è la linea di confine tra il tuo valore ed il loro. Un riferimento per tutti, non solo per chi vuole provare a batterla".

Leggendo la classifica, domenica c'è la prima in classifica che va sul campo della seconda.
"Vero. Fino a ieri l'Air è stata la squadra capace di tenere la classifica cucita assieme. La notizia non era l'imbattibilità di Siena, ma la nostra, al loro fianco. La realtà però è un'altra".

Ce l'ha detto la pesante sconfitta (-18) contro la Virtus, a Bologna?
"Non è stata una partita giocata da presuntuosi, né con meno voglia perché eravamo sazi di qualcosa. Non siamo né l'uno né l'altro. A Bologna siamo saliti determinati come sempre, scontrandoci pe
rò con una squadra forte, brava ad applicare la partita preparata sul piano tattico e ad impedirci di giocare la nostra. Si sono sfidate una grande, Bologna, contro una squadra, la nostra, che fin lì aveva raccolto il frutto del suo lavoro, evidentemente migliore di quello di altre. E davanti a 7500 persone, che è sempre una bella cosa per il basket".

Anche quella di Avellino è una bella storia per questa stagione. E c'era già stata la Coppa Italia vinta nel 2008 e la partecipazione all'Eurolega dell'anno scorso.
"Sicuramente.

 Siamo una squadra con sani principi, partita per non stare nella zona bassa e, dopo un mese e mezzo, ritrovatasi seconda. Con 9 giocatori nuovi, mediamente giovani, che possono far affidamento su una società che vuole consolidarsi e una città con grande passione. Qui c'è energia, senso di appartenenza, dell'essere una famiglia".

Rischi di contraccolpi, dopo questa botta?
"Non credo, se non la presa di coscienza che 30 partite uguali, cioè tutte buone, non si possono giocare. Siena a parte".

Come si prepara una partita con Siena?
"Partendo dall'analisi di quello che non ha funzionato con la Virtus. Poi cercando di fare progressi sulla strada della crescita. E infine mettendo a fuoco quello che tatticamente Siena ci proporrà domenica".

Ha notato che, tutte le volte che qualcuno ha provato a mettersi davanti, Siena l'ha stritolato? L'ultima è stata Roma, ieri: -25. E voi siete la seconda in classifica. E pure quelli che la batterono, l'anno scorso.
"Siena è come uno squalo, se hai una ferita e sente l'odore del sangue ti divora. Non sono malvagi né perfidi, è solo cultura della vittoria. Che per loro è pane quotidiano. In realtà stanno insegnando a tutti: un bravo allenatore, ottimi giocatori e dietro una società ben organizzata. Noi, Avellino-Siena la vivremo nel modo giusto, per conoscere ancora meglio le nostre qualità ed i nostri limiti. Loro, anche quest'anno non avranno rivali. La loro forza è il metodo, più della somma dei giocatori che possono comprare".

Un'ultima cosa: il 30 novembre sarà nota la sede che ospiterà in febbraio la Final Eight di Coppa Italia. Avellino la vuole.
"Rappresenterebbe la novità, l'attenzione del basket verso una realtà importante e senza guardare la logistica. Poi, siamo a 20 minuti dall'aeroporto di Napoli... Se l'obiettivo è divulgare il basket, cercando un asse diverso da quelli già noti, quella di Avellino è una proposta valida".