La Sutor a Roseto?   Nessuno ci crede.

2-3-2011: Lo sappiamo che i marchigiani sono dei "birichini" e a molti di loro cresce il naso per le bugie che spesso raccontano e sull'uscita di ieri, i primi a non crederci sono proprio loro.

Le questioni con il Palasport di Porto San Giorgio Ŕ una vicenda che esiste da sempre, quante volte abbiamo scritto i botta e risposta tra la societÓ e l'Amministrazione Comunale per voce del Sindaco di Porto San Giorgio e non solo, potremmo andare a rileggerli e non troveremmo nulla di strano su quanto emanato ieri dalla Sutor.

Questa Ŕ una ennesima "provocazione" di una querelle che deve essere sistemata una volta per sempre, magari, guardandosi bene negli occhi seduti davanti ad un tavolo.

Si potrÓ obiettare che si Ŕ perduto il conto delle tavole rotonde preferendo il "dialogo" a distanza inviando messaggi di fumo come facevano gli indiani, qualcosa anche di spiritoso inviato dalle colline verso il mare.

E poi la scelta di Roseto... non scherziamo, quale tifoso farebbe oltre cento chilometri all'andata e altrettanti al ritorno? Scelta scellerata con perdita di abbonamenti, tifosi e sponsor e quant'altro e fine di una storia nata su un territorio ben localizzato e fiero per spostarsi in un altro con altrettanta storia cestistica e fierezza che, tra l'altro, da sempre mal sopporta la lingua marchigiana.

Abbiamo sorriso quando il general manager tortonese ci raccontava del budget con cui la Sutor affronta la serie A sapendo quanto gli costa il solo Ford, per esempio.

Del resto, da una persona che si chiama Vacirca, e lo diciamo con simpatia, quale certezze pu˛ dare? BŔ, se lui non ce lo dice, ve lo diciamo noi, non c'Ŕ il cinque senza il sei, che significa che il PalaSavelli resterÓ la casa della Sutor anche in futuro.

 

Roberto Bernardini